In Fig. 1 è mostrato un grafico interattivo dedicato ai dati relativi a Germania(DE), Stati Uniti (US), Spagna (ES), Francia (FR), Regno Unito (UK) e Italia (IT). Qui in funzione del tempo sono rappresentati il numero cumulativo dei decessi. Le celle nel pannello di controllo contengono valori che possono essere variati dell’utente. Quella nella colonna “Factor” consentono all’utente di riscalare i dati di una nazione sull’asse verticale, o di rimuovere completamente la curva di un paese digitando lo zero. Analogamente le celle nella colonna “Shift” consentono la traslazione in avanti nel tempo della curva di un paese, in termini di giorni del calendario. La cella “Normalizza…” permette di cambiare modalità sull’asse verticale, da casi totali per paese a casi per milione di abitanti

Cosa possiamo imparare da questi grafici?

Lasciando invariati i valori nella tabella (Factors = 1, Shifts = 0), il grafico permette di osservare le tendenze dell’epidemie nei vari paesi, le loro considerevoli similitudini e le loro differenze. Come per i casi confermati della sezione precedente, l’Italia è stata a lungo il paese europeo fra quelli qui considerati con il maggior numero di morti sia in termini assoluti (a) che relativi (b). A partire dei primi di Aprile, gli Stati Uniti sono diventati il paese con il maggior numero di morti in assoluto e la Spagna in termini relativi.

Agendo sulla tabella dei controlli, l’utente può sfruttare le considerevoli somiglianze nella forma per traslare e riscalare le curve dei differenti paesi, finché esse non si sovrappongono. Questo consente di fare prudenti e fenomenologiche stime dell’evoluzione dell’epidemia nei paesi che sono ad uno stadio precedente tramite il confronto con quelli che sono ad uno stadio più avanzato

Nella sezione qui sotto postiamo alcuni commenti, con cadenza grossomodo settimanale, sull’evoluzione internazionale monitorata attraverso la Fig. 1

1° Maggio – Tutti i trend individuati a metà aprile restano confermati. Tuttavia con l’evoluzione dell’epidemia i paesi cominciano a differenziarsi non solo per la data di inizio e per l’intensità dell’epidemia (qui studiata in termini di decessi) ma anche per la sua durata. ES, il paese che ha subito finora – tra quelli considerati – il costo più alto in termini di decessi per milione di abitante, appare oggi in grado di chiudere questa fase violenta dell’epidemia con un ciclo complessivo più breve rispetto ad altri paesi quali IT, US e UK. La frenata dei decessi in ES è rappresentata nel grafico dalla elevata curvatura (derivata seconda grande in valore assoluto) della curva verso le fine di marzo.
1° Maggio Dopo ES, il paese che ha subito finora – tra quelli considerati – il costo più alto in termini di decessi per milione di abitante, UK sembra emergere come il paese che rischia maggiormente di avviarsi verso conteggi complessivi molto alti. The L’immagine qui mette a confronto IT, ES and UK. Allineiamo grossomodo la fase iniziale dei tre paesi traslando in avanti IT di 15 giorni e ES di 6 giorni rispetto ad UK. La curva di UK, applicando un Fattore 0,9, rimane completamente sovrapposta ad IT, che la nasconde. In altre parole, UK segue la stessa curva di IT con circa un 10% in più di decessi registrati per milione di abitanti (circa 20% in più in numeri assoluti). La curva di ES ha avuto invece una salita rapidissima nella prima fase, sovrapponendosi a quelle degli altri due paesi se riscalata da un Fattore 0,5 (suggerendo, apparentemente, una conteggio normalizzato addirittura doppio), ma è passata nel seguito su una curva diversa con crescita molto più moderata dei decessi complessivi.
14 Aprile L’utente può verificare direttamente che la curva IT relativa a casi per milione di abitanti (opzione Y), si sovrappone alla curva UK per un largo periodo di tempo se spostata in avanti di 16 giorni e moltiplicata per un fattore 1,05. Si usi l’immagine qui per assistenza. Supponendo che il grafico del Regno Unito continuerà a seguire con due settimane di ritardo il grafico IT (un’ipotesi che sarà verificata in futuro), il Regno Unito avrà in 16 giorni circa lo stesso numero di morti dell’Italia. Ancora una volta, la previsione per il Regno Unito può essere resa più solida confrontando le curve con altri paesi che sono più avanzati nello sviluppo dell’epidemia, anche se nessun altro paese è così avanti come lo è l’Italia.
14 Aprile Il grafico IT, relativo a casi per milione di abitanti, si sovrappone al grafico statunitense se spostato in avanti di 18 giorni e moltiplicato per un fattore 0,5. Si usi l’immagine qui per assistenza. Se gli Stati Uniti continueranno a seguire la curva IT (ipotesi che, ancora una volta, sarà monitorata in futuro) gli Stati Uniti avranno in 18 giorni la metà delle morti per milione di abitanti che l’Italia ha ora. Anche in questo caso, la previsione per gli Stati Uniti può essere resa più solida confrontando le curve con altri paesi che sono più avanzati nello sviluppo dell’epidemia. Ancora una volta, i nostri dati confrontati per i casi confermati e i decessi suggeriscono un disallineamento nel tempo di ritardo diagnosi-morte nei due paesi.

In Fig. 2, la crescita giornaliera percentuale dei decessi è tracciata rispetto al numero totale di decessi. Per confronto, viene mostrato il grafico equivalente di un paese che finora contiene la diffusione e la letalità di Covid-19 in modo molto più efficiente rispetto a tutti i paesi occidentali, la Corea del Sud.

Cosa possiamo imparare da questo grafico?

Osserviamo ancora una volta che questo non è un grafico dipendente dal tempo: la variabile di tempo è stata rimossa. Esso mostra quanto efficacemente i diversi paesi riescano a fermare le loro epidemie nazionali (cioè arrivare ad una crescita percentuale giornaliera pari a zero) prima di avere un numero troppo elevato di morti.

Nella sezione qui sotto postiamo alcuni commenti, con cadenza grossomodo settimanale, sull’evoluzione internazionale monitorata attraverso la Fig. 2

26 aprile
– La curva IT mostra una “coda” indesiderata se rapportata a quella ES: il trend di discesa sembra per confronto avere rallentato. La curva IT espressa in decessi per milione di abitanti si sta nuovamente avvicinando a quella ES, dopo essere rimasta per lungo tempo decisamente sotto. IT sembra ora destinata a superare decisamente la soglia dei 30.000 decessi complessivi.
– La curva degli US segue un andamento molto simile ad IT , ma spostata “a sinistra” di un fattore 2 rispetto ad IT in termini di decessi normalizzati alla popolazione (circa un fattore 3 “a destra” in termini di decessi assoluti). Il rischio della curva US nei giorni successivi è quello di seguire un trend di decrescita più lento, in quanto somma di contributi di diversi stati disallineati nel tempo.
– La Corea, terminato un periodo relativamente lungo di fluttuazioni con crescita percentuale dei decessi cumulativi dell’ordine nel range del 2-3% si è avviata verso un deciso trend di discesa.
14 aprile – Rispetto ai paesi occidentali, il successo della Corea del Sud nel contenere il numero di decessi è ancora più notevole di quanto fatto per i casi confermati. Tuttavia, l’epidemia coreana non è ancora terminata e il numero percentuale di nuovi casi sembra fluttuare da quasi due settimane intorno a un valore piccolo ma sostanzialmente costante. Questo dovrebbe essere considerato un avvertimento come una possibile evoluzione anche per altri paesi.
14 aprile – L’Italia, la Spagna, il Regno Unito e la Francia mostrano una tendenza notevolmente simile. Sembrano ora destinati a convergere verso una cifra di 30.000 morti, ma un regime fluttuante, simile a quello coreano, potrebbe instaurarsi, spostando il costo finale su valori più elevati. La Germania ha superato la linea di crescita giornaliera del 10% con un numero di decessi di circa un fattore cinque più piccolo rispetto agli altri paesi dell’UE. Gli Stati Uniti sembrano destinati ad attraversare la stessa linea con un numero di morti circa 2-3 volte più grande rispetto ai paesi dell’UE. La grande disomogeneità da Stato a Stato all’interno degli Stati Uniti rende più difficile la previsione di questa curva.

Per commenti o domande contattateci all’indirizzo covid19@spin.cnr.it