In Fig. 1a, è riportato il numero cumulativo dei decessi per le regioni selezionate (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Campania, Lazio, Liguria, Abruzzo). In Fig. 1b gli stessi dati sono rappresentati normalizzati a un milione di abitanti. Le caselle nella tabella di controllo contengono valori che possono essere modificati dall’utente. La colonna “Factor” consente di riscalare l’asse verticale, moltiplicandolo per il valore inserito oppure di far scomparire la regione dal grafico inserendo il valore 0. La colonna “Shift” permette di applicare una traslazione positiva in termini di giorni.

Cosa ci dicono questi grafici?

Lasciando invariati tutti i valori di default (Factors = 1 Shifts=0), questi grafici consentono di ottenere un quadro generale delle tendenze nelle diverse regioni. Il primo grafico mostra chiaramente che il numero di decessi in Lombardia è molto più elevato di qualsiasi altra regione, raggiungendo quasi il 50% del totale e superando di quasi un ordine di grandezza quello del Veneto. Tutte le regioni del centro-sud dell’Italia sono state molto meno colpite, come è evidente anche se si tiene conto dei decessi normalizzati alla popolazione. Dal secondo grafico è interessante notare come, sebbene sia stata una delle prime regioni ad essere colpite, il numero di decessi normalizzati alla popolazione del Veneto è molto inferiore rispetto a tutte le altre regioni del Nord.

Modificando i valori nella tabella, l’utente può evidenziare le somiglianze sorprendenti nella forma delle curve, traslando e/o riscaldando i dati fino a quando non si sovrappongono. Ciò consente di ottenere alcune stime, da considerare prudentemente, per l’evoluzione dell’epidemia in alcune regioni, sulla base di quanto è accaduto in quelle colpite prima.

Un esempio può essere ottenuto applicando alla curva Lombardia nel grafico di Fig.1b (dati riferiti al 22 aprile) un fattore di scala F = 0,45 e una traduzione temporale di S= 2 giorni. Ciò si ottiene cancellando le altre regioni cancellando (F – 0), un’eccellente sovrapposizione con la curva della regione Marche. L’immagine è mostrata qui. Se questa tendenza sarà rispettata, in 3 giorni il numero di morti per milione di abitanti nelle Marche sarà poco meno della metà di quello che ha ora la Lombardia.

In Fig. 2 è mostrato l’andamento dell’incremento percentuale giornaliero dei decessi in funzione del numero totale di decessi per diverse regioni italiane. Sono state selezionate le regioni italiane con la più significativa diffusione del contagio, congiuntamente con le regioni dove sono presenti unità operative del nostro Istituto.

Facciamo notare che questo è un grafico in cui non sono presenti indicazioni temporali: la variabile tempo è stata eliminata. Esso ci mostra quanto efficacemente in termini assoluti le varie regioni siano riuscite a contenere la letalità dell’epidemia (azzerando il tasso di crescita giornaliero dei decessi) prima di raggiungere un numero troppo elevato di decessi.

In Fig. 3 è mostrato lo stesso andamento giornaliero ma in funzione del numero di decessi per milione di abitanti per ogni singola regione. Anche in questo caso il grafico ci consente di comparare l’efficacia di contenimento di ciascuna regione, ma lo correla con la percentuale di decessi rispetto alla popolazione degli abitanti. Regioni con pari livello di incremento giornaliero e minore numero di decessi per milione di abitanti si trovano in una migliore condizione di lotta al contagio.

Commenti (ultimo aggiornamento 20 Aprile):

Tutte le regioni seguono un andamento più o meno simile con numerose irregolarità legate molto probabilmente alla modalità di acquisizione dei dati (ritardi nell’elaborazione dei dati, assenza di informazione da istituzioni sanitarie (RSA), etc). Si distinguono in Fig. 2 ad esempio tre gruppi ben separati di comportamenti rispetto alla riduzione sotto il 10% di incremento giornaliero: la Campania, il Lazio e l’Abruzzo attraversano questa soglia con poco più di 100 decessi, le altre regioni del Centro-Nord con un numero di decessi fra 500 e 1000, la sola Lombardia con più di 4000 decessi. Se si considera tale andamento in rapporto alla popolazione di ogni singola regione come in Fig. 3, si evidenzia un raggruppamento simile ma più concentrato. La Campania ed il Lazio contengono questo valore a 20 decessi per milione di abitanti, in tutte le altre regioni del Centro-Nord si attraversa questa soglia fra i 100 e 200 casi per milione di abitanti, la sola Lombardia con oltre 400 decessi per milione di abitanti.